Come scrivere un curriculum vitae passo per passo
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Un buon curriculum vitae occupa una o due pagine e contiene, in quest'ordine: dati di contatto, un breve profilo professionale, le esperienze di lavoro dalla più recente, l'istruzione, le competenze e le lingue con il livello europeo. Per ogni esperienza racconta cosa hai ottenuto, non solo le mansioni che svolgevi.
Le sezioni del curriculum e il loro ordine
Chi seleziona dedica pochi secondi alla prima lettura di un CV. Un ordine prevedibile lo aiuta a trovare subito ciò che cerca. Questa è la struttura che funziona nella maggior parte dei casi in Italia:
- Dati di contatto: nome e cognome, telefono, email, città di residenza e, se ce l'hai, il profilo LinkedIn.
- Profilo professionale: due o tre frasi su chi sei, cosa sai fare e che ruolo cerchi.
- Esperienza professionale: dalla più recente alla più vecchia, con ruolo, azienda, città, periodo e risultati.
- Istruzione e formazione: titolo di studio, istituto o università, anni e, se è buono, il voto finale.
- Competenze: programmi, strumenti, tecniche e capacità concrete legate al ruolo.
- Lingue: con il livello del Quadro comune europeo (da A1 a C2).
- Facoltative: certificazioni, patente, corsi, volontariato, progetti personali.
- In fondo: la riga di autorizzazione al trattamento dei dati personali, se scegli di inserirla.
Se hai pochi anni di esperienza, basta una pagina. Con una carriera lunga, al massimo due: oltre, chi legge tende a saltare le parti più vecchie.
Dati personali: cosa mettere e cosa no
In Italia molti curriculum riportano ancora data di nascita, nazionalità e indirizzo completo, anche perché il vecchio modello Europass li prevedeva. Oggi non sono obbligatori: servono solo i dati che permettono di contattarti.
- Sì: nome e cognome, cellulare, email dall'aspetto serio (nome.cognome@…), città o provincia.
- Facoltativi: data di nascita, foto, patente e automunito/a se il lavoro richiede spostamenti.
- No: codice fiscale, numero del documento d'identità, stato civile, figli, IBAN.
Da evitarepippo.sole88@email.it
Meglio cosìmarco.rinaldi@email.it
Se ti candidi per un ruolo all'estero o in una multinazionale, è normale togliere data di nascita e foto: in molti Paesi non si usano e non aggiungono nulla alla valutazione.
Come descrivere le esperienze di lavoro
Per ogni incarico scrivi da tre a cinque punti che inizino con un verbo e, quando puoi, dicano il risultato: quanto, quanti, cosa è migliorato. Un elenco di mansioni dice cosa facevi; un risultato dice come lo facevi.
Da evitareMansioni di gestione del magazzino.
Meglio cosìCoordinato una squadra di 6 persone e ridotto gli errori di inventario con un conteggio settimanale.
Da evitareAddetta alla cassa e al servizio clienti.
Meglio cosìGestito in media 40 clienti al giorno tra cassa e riassortimento, anche nel periodo dei saldi.
Usa solo numeri che sapresti spiegare in un colloquio. Se non hai il dato preciso, descrivi il risultato senza cifre: «ridotto i reclami», «aperto il negozio da sola nel fine settimana».
Indica le date sempre nello stesso formato (per esempio «03/2022 – oggi» oppure «mar 2022 – in corso») e, se hai avuto contratti brevi nello stesso settore, puoi raggrupparli sotto un'unica voce, come «Stagioni estive in hotel, 2019–2022».
Impiegata amministrativa – Studio Colombo Associati, Monza · 09/2020 – oggi
Registro circa 300 fatture passive al mese e gestisco i solleciti ai fornitori.
Preparo la riconciliazione bancaria mensile per due conti correnti.
Ho introdotto un file condiviso per le scadenze che ha evitato ritardi nei pagamenti F24.
Strumenti: Excel, gestionale contabile, fatturazione elettronica tramite SDI.
Se hai buchi tra un lavoro e l'altro, non serve nasconderli né giustificarli nel CV. Se il periodo è lungo, puoi indicare in una riga cosa hai fatto (un corso, la cura di un familiare, un trasferimento): al colloquio sarà più facile parlarne.
Istruzione, lingue e competenze
- Titoli di studio: scrivi il nome esatto, per esempio «Diploma di istituto tecnico, indirizzo Amministrazione, finanza e marketing» o «Laurea triennale in Economia aziendale».
- Voto: indicalo se è buono (per esempio 100/100 alla maturità o 110 e lode alla laurea); altrimenti puoi ometterlo.
- Con esperienza, l'istruzione va dopo il lavoro; se sei all'inizio, mettila prima.
- Lingue: usa i livelli europei (A1–C2) invece di «buono» o «scolastico», e cita le certificazioni come IELTS, Cambridge o DELE.
- Competenze: preferisci voci verificabili («Excel: tabelle pivot e CERCA.VERT», «SAP MM») a etichette generiche come «dinamico» o «problem solving».
Hobby e interessi sono facoltativi. Mettili solo se dicono qualcosa di utile su di te o sul ruolo: allenare una squadra giovanile, suonare in una banda, fare volontariato in protezione civile. «Leggere, viaggiare, cinema» occupa spazio senza aggiungere nulla.
Per l'italiano, se è la tua lingua madre scrivi «Madrelingua». Se non lo è e ti candidi in Italia, indica il livello e l'eventuale certificazione (CILS, CELI, PLIDA): per molti datori di lavoro è un'informazione importante.
Formato, invio e consenso privacy
- Invialo in PDF, salvo che chiedano il Word: così si vede uguale su qualsiasi computer.
- Usa un carattere leggibile tra 10 e 12 punti e lascia spazio tra le sezioni.
- Chiama il file con il tuo nome: «CV-Marco-Rinaldi.pdf», non «cv_definitivo_3.pdf».
- Rileggi e chiedi a qualcuno di controllare gli errori di battitura prima di inviarlo.
In fondo a molti CV italiani compare una frase come: «Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR)». È un'usanza diffusa e alcuni annunci la chiedono espressamente: se è così, inseriscila. Non serve a renderti più bravo agli occhi di chi legge, ma la sua assenza a volte viene notata.
Adattalo a ogni annuncio
Non serve riscriverlo da capo ogni volta, ma conviene ritoccare il profilo e riordinare i risultati perché la prima cosa che si legge sia ciò che l'annuncio chiede. Se l'offerta ripete parole come «contabilità», «Excel» o «servizio clienti» e tu le conosci davvero, falle comparire con le stesse parole.
- Leggi l'annuncio e segna i tre requisiti più importanti.
- Controlla che compaiano nel profilo o nelle prime righe dell'esperienza più recente.
- Sposta in alto i risultati più pertinenti per quel ruolo.
- Togli ciò che non c'entra, se ti serve spazio.
- Salva una copia con il nome dell'azienda, così sai quale versione hai inviato a chi.
Non aggiungere mai esperienze o conoscenze che non hai: si scopre al colloquio e può costarti il posto.
Domande frequenti
Quante pagine deve avere un curriculum?
Una pagina se hai pochi anni di esperienza, due al massimo con una carriera lunga. Oltre, togli le esperienze più vecchie o quelle che non c'entrano con il ruolo.
Devo usare il formato Europass?
Solo se l'annuncio o il bando lo richiede, cosa frequente nei concorsi pubblici e nei progetti europei. Per le aziende private va benissimo un CV chiaro in un altro formato, spesso più leggibile.
Bisogna indicare la data di nascita?
Non è obbligatorio. In Italia è ancora comune, ma non serve a valutare le tue competenze: puoi ometterla senza problemi.
Fonti
Link a siti esterni ufficiali, consultati alla data di aggiornamento.